Con Edipus (1977), Testori conclude, dopo L’Ambleto e Macbetto, la trilogia degli 'scarrozzanti': fantastica reinvenzione, tutta in chiave barocca, del mondo tragico, grottesco e disperato di un’accolita di guitti plebei, palesemente modellata sul "gran teatro montano". Riferendosi a quella singolare forma d’arte e di pietà che si manifestò nella Lombardia tra '500 e '600, dove pittura e scultura si fondono inestricabilmente nelle forme di tragica spettacolarità dei Sacri Monti, l’invenzione testoriana contamina il piano mitico e alto della rappresentazione (di volta in volta desunta da archetipi della grande letteratura teatrale), al piano delle vicende personali di questi attori che divengono interpreti di se stessi. Si innesca così un meccanismo scenico prodigioso, di intensa teatralità, al cui interno riescono a convivere Shakespeare e Caravaggio, Sofocle e la Masiero, Gaudenzio Ferrari e l’avanspettacolo, il melodramma e il varietà, il mito e la bestemmia... E dove tutto ruota attorno alla fascinazione grandissima, insieme religiosa e blasfema, del teatro: "quel teatro che tutti i miei compagni de scarrozzamento han voruto tradire, stradare, cornefigare, ma che existe e rexisterà contra de tutti e de tutto infino alla finis delle finis!"
Edipus
Publication Date: 1994
Publisher: L'Obliquo
Pages: 42
Format: Mass Market Paperback
Authors: Giovanni Testori, Sandro Lombardi, Federico Tiezzi